Acciaio, pericoli all’orizzonte

Sulla base delle informazioni in nostro possesso si sta profilando un pericolo degno di nota relativamente ad un deficit di materie prime, con particolare con riferimento all’ iron Ore.

Questo potrebbe portare nei prossimi mesi, e per un periodo di tempo non trascurabile, ad un consistente incremento del prezzo dell’acciaio.

I produttori mondiali più importanti riducono costantemente le stime delle produzioni di minerale di ferro. Questo ha portato, in alcuni mercati importanti come quello Cinese, ad aumenti di oltre un terzo del prezzo solo quest’anno.

I valori riscontrati non si manifestavano a questi livelli da metà 2014. A contribuire a questa tendenza sono stati i danni provocati in Australia dai forti cicloni e dall’incendio al porto di Cape Lambert che hanno indotto il colosso Australiano Rio Tinto ad abbassare le stime di esportazione della materia prima utilizzata nella produzione dell’acciaio. La stessa revisione al ribasso delle stime di materiale esportato è stata fatta dall’altro produttore australiano, BHP Billiton.

In Brasile, la Vale, primo produttore mondiale di minerale di ferro, ha dovuto fermare alcune miniere, con ingenti diminuzioni del prodotto estratto. La società stima che le forniture, a livello mondiale, possano subire un calo fino a circa il 20% del totale. Quest’anno l’offerta di minerale di ferro potrebbe non soddisfare la domanda mondiale ed alcune primarie banche mondiali ipotizzano che i prezzi potrebbero aumentare considerevolmente nei prossimi mesi.In Cina la produzione di acciaio ha ripreso in maniera vigorosa e, contestualmente, alcune miniere vengono chiuse per motivi legati all’eco-sostenibilità. Alcune società di ricerca intravedono rischi rilevanti sia per il mercato cinese che per quello Europeo e Medio Orientale.

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